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NOTA INFORMATIVA
Dal Diluvio allo Tsunami, passando per l’Odissea e i riti di purificazione.
La lunga storia di “Sorella Acqua”
Acqua è il tema di quest’anno che si collega alla scorsa edizione per la sua identità primordiale, ma apre anche nuovi orizzonti.
Come è stato visto, in molte cosmogonie antiche l’acqua è la sostanza che precede ogni forma di vita e costituisce il supporto della creazione. Ma essa è anche il segno di una creazione che continua. Come avviene con la pioggia che favorisce la vita cadendo sui campi. L’acqua è l’elemento indispensabile al sostentamento e al nutrimento, è la fonte che disseta. “Sorella acqua”, amava chiamarla Francesco. L’importanza dell’acqua per la vita e come componente dell’ecosistema globale sta diventando oggi sempre più evidente. Proprio perché è stata da sempre una risorsa fondamentale per i popoli della terra, l’acqua e la sua simbologia hanno dato vita a un ricco e variegato mondo immaginifico popolato di divinità, miti, leggende, luoghi sacri e figure misteriose che incarnano di volta in volta gli aspetti particolari di questo elemento e la sua centralità nella vita dell'uomo.
Accanto all’immagine vivificante, nei testi sacri e nei miti ritroviamo anche quella dell’acqua terrificante: essa non è più solo una potenza di vita, ma una manifestazione del male. La piena improvvisa delle inondazioni o la pioggia torrenziale degli uragani devastano la terra e simboleggiano la sventura che si abbatte sugli uomini o il pericolo del male che minaccia il credente. L’acqua scioglie le forme e annulla la storia, l’umanità sparisce nel diluvio a causa dei suoi peccati. Nella Bibbia le grandi acque annunciano prove e calamità, nei miti dell’area del Pacifico è prevista l’eliminazione istantanea di tutti i peccati mediante la disintegrazione delle forme. Con l’idea del riassorbimento dell’umanità nell’acqua le tradizioni del diluvio introducono il significato della purificazione e della ri-creazione.
Ricordiamo poi l’importanza dell’acqua come simbolo di purezza: essa è presente nei rituali di iniziazione di molte religioni, con aspersioni e immersioni. Il Battesimo per i cristiani, il bagno nel Gange per gli induisti, le abluzioni prima della preghiera per Ebrei e Musulmani.
L’Acqua è un motivo su cui gli artisti si sono sempre misurati, sia che rappresentassero l’acqua simbolicamente nelle sue peculiarità, sia che il loro virtuosismo portasse il pennello o la matita a raffigurarla in tutte le sue forme e condizioni: silenziosa, in movimento, straripante. Ma questo non è bastato agli illustratori invitati alla nostra rassegna. Era necessario ripensare all’acqua nella sua accezione culturale, storica e legata al contesto religioso, in relazione ai suoi molteplici significati.
Alcuni artisti non hanno potuto rinunciare a raffigurare il diluvio e la mitica arca con il progenitore Noè: Junakovic (Croazia) vuole un’arca dove il colore scontato dell’acqua scompare per lasciare il posto ad un arancio popolato da mille animali, la messicana Arvizu nella bidimensionalità del mare e dell’arca ci invita a trovare una prospettiva reale alla pace del dopo tempesta; Brunello ne propone un’edizione in bianco e nero.
Sentiamo l’umidità dell’habitat fluviale nelle forme acquerellate del Mosè salvato dalle acque di Giovanni Manna, un soggetto che è piaciuto a molti illustratori.
Le acque bibliche del Nuovo Testamento hanno un accento diverso, più misurato e simbolico. Molto suggestivamente sono state evocate da Giuliano Ferri con lo spirituale Battesimo di Cristo e l’esuberante pesca miracolosa e da altri importanti artisti che hanno già affrontato il tema in volumi pubblicati da note case editrici.
Con le loro incantevoli atmosfere cromatiche Loujaina Al-Assil (Siria) ed Elham Asadi (Iran) ci parlano della fonte ZamZam, uno dei simboli religiosi che si trovano alla Mecca, presso la quale i pellegrini bevono l’acqua della fonte per ricordare la storia di Hajar e Ismael. Nelle acque mitologiche del Mare nostrum si perde l’Ulisse di Arianna Papini, mentre il Nettuno del russo Daniloff ci travolge con le sue irascibili onde antropomorfiche.
Nelle acque di altre latitudini incontriamo Iemanjà, rainha do mar, divinità marina del Candomblé (Marilda Castanha, Brasile) e Olokun, altra dea marina di un antico mito africano (Roberta Arenson, USA).
E tra gli artisti non potevano mancare Emanuele Luzzati, l’indimenticabile Stepan Zavrel, Alessandra Cimatoribus, Gianni De Conno, Eric Battut.
Anche in questa edizione, come per le precedenti, gli artisti oltre che sul tema dell’Acqua si sono cimentati nella rappresentazione di soggetti ispirati alle religioni del mondo e al Sacro in generale. Numerose le tavole dedicate al Natale con illustrazioni di autori tra i quali gli italiani, Antonella Abbatiello, Francesca Chessa, Gianni De Conno, Alida Massari, Loretta Serofilli e la slovacca Maja Dusikova, e le storie tratte dalla vita di san Francesco come nelle illustrazioni di Marcella Brancaforte e di Alessandra Castagni.
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Giovanni Manna, Sant’Antonio predica ai pesci, © Bohem Press, 2005 |
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